La vita è un’extrasistole da forte emozione

ADRENALINA

Tutto magico, tutto si trasforma e niente non ha un suo peso, una sua rilevanza. Un treno, un orario e una giornata può cambiare così, senza neppure accorgersene. Nella vita, le cose più belle sono quelle che arrivano per caso, quelle che non si riescono oppure non si possono raccontare. Già, chi non ci dice che negli abissi di ognuno di noi venga serbata la nostra felicità, il nostro piccolo e immenso tesoro. Una dimensione adattata al nostro corpo, al nostro cuore, ma al contempo enormemente stupenda. Anche alla persona più triste, più “sfortunata” prima o poi capiterà il momento, il giorno o l’anno più bello in tutta la sua vita. Anche il minuto o il secondo, perché gli attimi di meraviglia non sono quantificabili in uno spazio di tempo definito o in un luogo esatto della terra. Il luogo può essere nel cuore, nell’anima o in un rapido flash.

Esistono i fulmini a ciel sereno, le tempeste… ma esiste anche il sole in una giornata prevista come nuvolosa, il sole che irrompe così violentemente come un palpito indomabile.
Una semplice stretta di mano può cambiarci la giornata, il sorriso delle persone che amiamo oppure l’interruzione del vento freddo sulla spiaggia. Forse, potremmo paragonare la nostra vita al mare, all’oceano… così immenso, così capace di rigenerarsi ad ogni dì.

RESPIRA: LA VITA è COME IL MARE, VIVILA!”

Un paragone simile, oltre che ad essere una metafora e ad avere la sua consistenza, ha anche una certa correlazione con le nostre origini. La nostra vita infatti, in un’epoca passata era strettamente legata alla religione e alla natura. Un famoso sociologo tedesco, Norbert Elias, parlava di coinvolgimento (in una fase successiva, com’è noto, avrebbe avuto luogo una forma di distacco; nonostante oggi si parli anche di ri-coinvolgimento nelle nostre stesse tecnologie).

Dunque, la vita è come un soffio di vento, l’increspatura delle onde marine, le correnti fredde in mezzo all’acqua tiepida e il caldo tepore del sole… la vita è una giornata di sole. Rilassa, solleva, brucia, sfinisce, rigenera, illumina. Molte cose, a volte, sono così belle al punto da stimolare la nostra mente e superare la soglia del reale. Diventano quasi immaginarie ad un certo punto, che non riusciamo davvero più a crederci. E spesso, sono questi i più genuini attimi di felicità, mascherati nella veste di una persona o un evento.

Alexandra Romano

Un coriandolo speciale. Prossima fermata: l’eternità.

Ho trovato un coriandolo nella borsa. Toccandolo, guardandolo, nella testa mi sono riaffiorate quelle sere, quei momenti di forte emozione… Ho ricordato gli ultimi versi della canzone che raccontava la fine, triste e stupenda, la sporadica e meritata fine di un colosso storico. I Pooh. Il gruppo della mia vita, la mia medicina giornaliera ed eterna.
La liscia e sottilissima carta di quel coriandolo luccicante, è come il tasto di un replay, il replay più bello della mia vita.

Ho rivisto quel momento, quel magico e commovente istante. La batteria che si carica, il suo ritmo che diviene sempre più rapido, impetuoso. I cuori che cominciano a palpitare, lo stomaco a contrarsi, le lacrime pronte a stillare… La forza nel rinunciare ad ogni emozione cupa per godersi quegli ultimi minuti di felicità, prima che ritornino a fiorire. Prima che vadano via per sempre e divengano storia.

“Fammi cantare ancora una canzone,
prima che sia domani.”
“E balliamo l’ultimo valzer
Regaliamoci il meglio di noi.”

E poi pouf!
Lo stadio, il palazzetto dello sport si adorna di coriandoli bianchi e argentati.
Sguardi di visi umettati di lacrime, occhi rossi come tramonti, che si incrociano. Si comprendono grazie ad un feeling spontaneo, speciale. Piccoli sguardi rivolti al cielo stellato, quasi come per ringraziare della fortuna di averli conosciuti, di averli ascoltati, incontrati, di aver avuto l’occasione di essere lì… o per immaginarsi soli, nella quiete più totale, distaccarsi per un attimo dal caos e pensare a quello che è successo.

Mani che si toccano, si stringono per il dolore e la gioia messe insieme. Per la nostalgia che non è finito solo un evento, ma una storia lunga cinquant’anni.
Una storia “convenzionalmente” finita, perché fino a quando un ricordo nasce, muove qualcosa dentro di noi ogni giorno, non è effettivamente ricordo e neppure storia, ma Vita. Nel passato c’è solo la parte fisica: le emozioni restano nella memoria.

Ho trovato un coriandolo nella borsa, ho trovato il sogno di una vita, vissuto e mai finito di agognare.

Alexandra Romano
(Scritto nel 13/08/2017)