A volte: le passioni, in qualche modo, ci salvano

A volte, penso che le persone, la forza, se la facciano uscire grazie ad aspetti del loro carattere che neanche sapevano di avere.
A volte, mi chiedo, come si riesca a trovare la determinazione in momenti tanto critici: la grinta di non mollare, di continuare a seguire il proprio sogno. È difficilissimo non arrendersi quando sembra che tutto il mondo ti si stia rivoltando contro e l’unica cosa su cui puoi far leva sono le tue ambizioni. Te stessa.

Secondo me le passioni, in fondo, ci salvano. Ci salvano quando abbiamo voglia di spaccare tutto, di abbandonare, dissolverci… Ho scritto nei momenti peggiori della mia vita, alcuni che pensavo non avrei mai superato, e poi  ora sono qui. Con dei momenti, ogni tanto, che mi sembrano insuperabili e degli altri che mi sembrano passeggeri. Ma in fondo tutto si supera: è solo questione di tempo, è solo questione di testa.

Ed è sbagliato incolpare sempre se stessi, specie se uno sbaglio è connesso anche ad una persona che non ci ha compreso, che ci ha graffiato l’anima. A volte, sbagliamo a credere troppo negli altri, riponendo in loro più di quanto faremmo normalmente: le illusioni, come sosteneva Nietzsche, sono ciò di cui l’uomo si nutre per poter vivere. Ma se avvertiamo sensazioni dentro di noi, come campanelli di allarme, non dobbiamo ignorarle.

Anche in questo penso che le passioni siano la nostra protezione: ciò che ci fa emozionare nella maniera più autentica e che se sappiamo coltivare, esplorare dentro noi stessi, saranno sempre il nostro punto di forza. Per godere di una passione basta viverla e lasciarsi trasportare, senza paura, perché è un po’ come il sangue che ci scorre nelle vene: ci fa vivere.

Grazie scrittura per avermi dato tanto e farmi dare tanto.

Alexandra Romano

Stasera: una presentazione che resterà nel cuore

Stasera, a Telese, non è stata una serata come le altre: c’è stato qualcosa, nell’aria, che andava oltre l’hic et nunc. Stasera si è percepita un’atmosfera di unione, amore, come se fossimo tra amici davanti ad un camino. Ho vissuto emozioni che mi hanno fatto sentire viva come non mai, dopo diverso tempo.

Ricordo la mia prima presentazione in assoluto: ero emozionatissima e mi tremava tutto il corpo, volevo dare il meglio di me, eppure avevo tanta paura. Temevo di non piacere, di non appassionare o che magari non ci sarebbe stato quasi nessuno. Poi, la sala si è riempita al punto di vedere gente in piedi. Ognuno lì, per me. E non sarebbe potuta esistere cosa più bella.

IL MIO PUZZLE
Come dico sempre, ogni persona che mi segue è come un pezzo del mio puzzle, insostituibile.
Non esiste fare tutto un insieme senza alcuna differenza, perché è proprio questo a rendere ciascuno di noi unico, con un proprio valore. Ogni giorno, vedo quel mio puzzle crescere, modificarsi, a volte sul punto di ricostruirsi, ma non scomparire. Siano due pezzi o trenta.

stasera

Ho già affrontato ostacoli, di diverse dimensioni, eppure non sono mai riuscita a cambiare strada, neanche quando stavo per farlo: il mio cuore, il mio corpo, me lo impedivano. E in fondo, l’ho sempre saputo che non sarei riuscita a dare il massimo altrove. Incontrerò sicuramente altre difficoltà, magari più grandi, magari più piccole, ma sarò più forte. Il mio posto è qui. Senza la mia passione, manca la parte più importante di me. E stasera, a Telese, se n’è aggiunta un’altra.

STASERA…

Il tempo si è fermato entrando in quella dimensione magica, atemporale che è il coinvolgimento: niente orologi, niente ansie. E’ stato come un sogno: un mix di emozioni mi hanno invaso il cuore e lì resteranno per sempre. Non potrò dimenticare questa atmosfera, come pure quella di quando sono stata a Melito, in una scuola dove c’era una platea di ragazzi, entusiasmati e attenti a ciò che avevo da raccontare. La sensazione è inspiegabile, forse, solo chi è artista può provarla: vedere qualcuno, davanti a te, che sorride per ciò che hai prodotto, è come una piccola conferma che ciò che stai facendo ha un senso, anche al di fuori di te.

stasera
Stasera, come allora, tutto era nell’essenza del vivere. Vedere recitare delle parti del mio libro dalla bravissima e dolcissima Esthe, vedere occhi che credevano davvero in me, che mi avevano compresa fino in fondo… ha acceso una luce speciale nel mio cuore.

Quella luce mi ha fatto capire che le emozioni vanno vissute, fino in fondo. Spesso lasciamo che il dolore passi, si esprima in tutti i suoi aspetti, ma non facciamo altrettanto con la parte opposta. La trattiamo in maniera più superficiale, anche inconsapevolmente, vivendola di meno. Invece, se quell’emozione necessita di più tempo per esprimersi, dobbiamo concederglielo. Altrimenti, la felicità breve o inesistente di cui parliamo, si concretizza per davvero: ma la felicità esiste! Ed è nella semplicità delle più piccole emozioni.

Grazie Telese, sei stata speciale. E oggi il mio articolo è tutto dedicato a te.

Alexandra Romano

 

 

(Partendo da destrastasera il sindaco di Telese Pasquale Carofalo, l’autrice
Alexandra Romano, la presentatrice Angela Di 
Lonardo e l’organizzatore dell’iniziativa
Antonio Alterio).

Un nuovo giorno: animiamoci, senza discriminazioni emotive

Qualche settimana fa, ho letto un articolo su Facebook, e siccome amo la natura, mi ha colpita da subito. C’era scritto come far nascere delle piantine di limone per profumare la casa. Ho seguito le indicazioni, preso una tazzina ed ecco i risultati. A partire da queste piantine, così graziose, che tra un po’ profumeranno anche mi sono venute in mente diverse cose.
Le ho curate di giorno in giorno: quasi ogni sera aprivo la finestra e le annaffiavo. All’inizio, e diversi giorni dopo, ho temuto non nascesse nulla… molte volte mi sono domandata se avessero attecchito. Eppure, ho continuato a sperarci: il giorno al sole e la sera al fresco, con un goccio d’acqua. Ci tenevo a realizzare un piccolo desiderio, che anche se piccolo, mi avrebbe donato un alone di armonia.

E così, è successo che una mattina mi sono accorta di tre germogli. Non potete capire l’emozione, anche se semplice, che ho provato, ma così autentica. In quel momento, nella testa mi è rimbalzato un pensiero: “quante cose non ci stupiscono più, quanto diamo per scontato avere il cibo sulla tavola e quanto sottovalutiamo aspetti, a volte i più importanti, contenuti nelle piccole cose. Quanto è scontato, a priori, che una persona ci risponda ad un messaggio. E se ciò che diamo per scontato non accade, ci innervosiamo.”
Siamo così fuggitivi, attenti a ciò che è ben sofisticato rispetto alla nascita di un fiore o alla corsa di un bambino nel prato, che semplicemente non facciamo proprio più queste cose. Perché le riteniamo inutili, stupide. E intanto, è a partire dalla semplicità che si impara ad apprezzare la vita in ogni suo aspetto. È come se facessimo una discriminazione emotiva. Immaginate un sogno: come potete immaginare di adorarlo se non avete amato prima ogni sua singola parte, ogni piccola meta raggiunta, e dato valore ai sacrifici? Come possiamo pensare di amare qualcuno se non ne apprezziamo anche i difetti: se scegliamo quella persona per il prototipo che vorremmo realizzare e non per quello che è? Ma la cosa più grave è che la natura si sta indebolendo, la stiamo distruggendo e non ce ne curiamo affatto. Mi si spezza il cuore quando sento parlare dello scioglimento dei ghiacciai e della scomparsa di specie viventi. Eppure, se ne parla, neanche troppo vista la situazione, e non si fa nulla…

Anche la pazienza sembra stia diventando una “dote”. Per quanto fragile, per quanto complessa… è importante: non sappiamo più aspettare, e se non otteniamo passiamo ad altro. Probabilmente, se quella piantina non fosse spuntata avrei provato di nuovo, oppure, avrei semplicemente lasciato perdere.
Forse, facciamo fatica a comprendere il vero valore di qualcosa, quanto sia importante per noi, perché siamo abituati alla varietà. Non raggiungiamo un obiettivo, qualunque esso sia? Cambiamo strada, o insistiamo un po’ all’inizio e poi molliamo la presa. Il punto è questo: non ci battiamo più per qualcosa, e forse niente è più davvero così importante rispetto al resto. Ogni cosa è sullo stesso piano delle altre.
Forse, il mondo in cui viviamo non ci dà più la possibilità di conoscere noi stessi al meglio, credere in noi stessi: siamo soprattutto invischiati in un maremoto di relazioni sociali, innovazioni di ogni genere, frenesie, stereotipi…

Non ci sconvolgiamo più, siamo abituati ad accettare le cose così come ci vengono proposte. Non proviamo a mettere sottosopra il mondo. E dovremmo farlo, ogni giorno. Dovremmo animarci per davvero. Con le follie, l’impulsività e la creatività.

Alexandra Romano