Fumiere e’ salute

Veng da a’ Terra,
da a’ natura selvaggia.
Song fumiere ‘e salute,
na carezz dint ‘e purmone,
da o’ lavor addivent pariato,
na ricchezz pè ogne stagion.

Song riest ‘e sapor,
vierno e paur,
a’ risorsa ca tutt po’ fa nascere
e ca senza suspett toccn ‘e cumpar.
Cu ‘mme o’ gran ven chiu bbuono,
e mentre sant’Antonio o’ n’dora
io o’ faccio crescere fort comme a’ nu tuon.

Tenn paur ‘e me pcché ricn ca teng o’ culor du spuòrco,
è overo, o’ vient mio nun ‘e chillu ‘e na ros,
ma è l’addor ca manna esistenza.
È l’aria ca smov ‘e fronne
e’ a’ sustanza che ienghie a’ terra.

Alexandra Romano


Fumiere e’ salute di Alexandra Romano, interpretata da Vincenzo Moretti.

Cara Rondine, è passato un po’ da quando non ci vediamo, sai, mi mancano le tue ali nere che luccicavano nel cielo, immergendosi nei miei occhi, e il contatto con il tuo candido respiro. Credo che inciderò di nuovo l’inchiostro sulla pelle, ma questa volta brucerà un po’ di più, non so se lasciarti nel cuore o prendere un pezzo di te e tenerlo anche con quella mia parte che posso toccare. Se lo farò, scriverò sul cuore proprio quella frase che tanto sentivo, che tanto amavamo… Adesso sono qui, un po’ più vicina a te, e c’è aria secca come non ne vedevo da tempo. A Quarto l’umidità ti penetra fin dentro alle ossa, cavolo! La cervicale non ne può proprio più. La testa, ormai, collega il profumo della menta all’Oki. Quanti stereotipi, mi verrebbe da dire… ci fermiamo alla superficie, all’immediatezza di qualche attimo fuggente o all’intonazione errata di una corda vocale.

A Caselle in Pittari invece, il sole riscalda le ombre e la gente condisce il caffè con la spontaneità. Infatti, mercoledì siamo andati al campo, e abbiamo riunito gli ingredienti per formare l’aia e coltivare le imperfezioni. Le imperfezioni sono il nome che diamo, sulla base dei pregiudizi, alle sfumature della spontaneità. Ricordo quella sera, al bar, quando mi versai il caffè addosso. Tutti mi guardarono di traverso perché ridevo come una matta, tu però non proferisti parola, mi sfiorasti il mento e mi dicesti solo ti voglio vedere così per tutta la vita. Poi però, sempre questa vita che tanto volevi, mi ha condotta a Caselle e mi ti ha fatto riscoprire in un chicco di grano. Il vento ha trasportato un granello di farina dal chicco al cielo, così ho alzato gli occhi e ho capito. Grazie.

Quel giorno, tirava aria fresca dai campi dorati in lontananza, una fila di tinozze e voci melodiose imprecava oltre la fitta muraglia di pietre, e qualcuno dall’alto carezzava il cielo e si sforzava di avvicinarsi a noi, toccandoci con la viva forza del pensiero. Perché quando si cambia pelle non ci si può abbracciare. Le anime però, lo sappiamo beneio e te, se vogliono, il motivo di fondersi lo trovano perché non hanno alcuna materia a vincolarle.

Preparazione dell’aia per il Palio del grano.

In mezzo alla natura riscopriamo le nostre radici, percependo il valore della vita, arriviamo all’incomprensibile. Qualunque cosa suscettibile ai nostri sensi è memoria che ci attraversa, ci tocca dentro e ci lascia le sue impronte. Materia viva a contatto con altra materia viva, che si fondono in un perenne rimbalzo di emozioni.

Quel giorno andammo in campagna, e forse lo spirito di Van Gogh decise di regalarci un pezzo di paradiso. A me, ha regalato molto di più… C’erano un angolo dorato per darci la ricchezza, una manciata di verde per restituirci la fiducia nel domani e gocce di vita vissuta fino a un attimo prima. O’ fumiere (letame) e’ salute è legna che arde la terra, il resto di un’esistenza per la quale tanto ci siamo battuti e continuiamo a batterci tutt’ora. È la nostra storia, è il presente che mentre viene scritto diventa eternità.
È un’estratto di vita che in sé, contiene l’essenza per un ritorno, una fusione tra anime indipendentemente dalla loro collocazione

Alexandra Romano

Traduzione:


Vengo dalla Terra,
dalla natura selvaggia.
Sono fumiere di salute,
una carezza dentro i polmone,
dal lavoro divento pariato,
una ricchezza per ogni stagione.

Sono resto di sapori,
inverno e paura,
la risorsa che può far nascere tutto
e che i compari toccano senza sospetto.
Con me il grano viene più buono,
e mentre sant’Antonio lo indora
io lo faccio crescere forte come un tuono.

Hanno paura di me perché dicono che ho il colore dello sporco,
è vero, il mio profumo non è quello di una rosa,
ma è l’odore che trasmette esistenza.
È l’aria che smuove le foglie
è la sostanza che nutrie la terra.