Qualche settimana fa, ho letto un articolo su Facebook, e siccome amo la natura, mi ha colpita da subito. C’era scritto come far nascere delle piantine di limone per profumare la casa. Ho seguito le indicazioni, preso una tazzina ed ecco i risultati. A partire da queste piantine, così graziose, che tra un po’ profumeranno anche mi sono venute in mente diverse cose.
Le ho curate di giorno in giorno: quasi ogni sera aprivo la finestra e le annaffiavo. All’inizio, e diversi giorni dopo, ho temuto non nascesse nulla… molte volte mi sono domandata se avessero attecchito. Eppure, ho continuato a sperarci: il giorno al sole e la sera al fresco, con un goccio d’acqua. Ci tenevo a realizzare un piccolo desiderio, che anche se piccolo, mi avrebbe donato un alone di armonia.

E così, è successo che una mattina mi sono accorta di tre germogli. Non potete capire l’emozione, anche se semplice, che ho provato, ma così autentica. In quel momento, nella testa mi è rimbalzato un pensiero: “quante cose non ci stupiscono più, quanto diamo per scontato avere il cibo sulla tavola e quanto sottovalutiamo aspetti, a volte i più importanti, contenuti nelle piccole cose. Quanto è scontato, a priori, che una persona ci risponda ad un messaggio. E se ciò che diamo per scontato non accade, ci innervosiamo.”
Siamo così fuggitivi, attenti a ciò che è ben sofisticato rispetto alla nascita di un fiore o alla corsa di un bambino nel prato, che semplicemente non facciamo proprio più queste cose. Perché le riteniamo inutili, stupide. E intanto, è a partire dalla semplicità che si impara ad apprezzare la vita in ogni suo aspetto. È come se facessimo una discriminazione emotiva. Immaginate un sogno: come potete immaginare di adorarlo se non avete amato prima ogni sua singola parte, ogni piccola meta raggiunta, e dato valore ai sacrifici? Come possiamo pensare di amare qualcuno se non ne apprezziamo anche i difetti: se scegliamo quella persona per il prototipo che vorremmo realizzare e non per quello che è? Ma la cosa più grave è che la natura si sta indebolendo, la stiamo distruggendo e non ce ne curiamo affatto. Mi si spezza il cuore quando sento parlare dello scioglimento dei ghiacciai e della scomparsa di specie viventi. Eppure, se ne parla, neanche troppo vista la situazione, e non si fa nulla…

Anche la pazienza sembra stia diventando una “dote”. Per quanto fragile, per quanto complessa… è importante: non sappiamo più aspettare, e se non otteniamo passiamo ad altro. Probabilmente, se quella piantina non fosse spuntata avrei provato di nuovo, oppure, avrei semplicemente lasciato perdere.
Forse, facciamo fatica a comprendere il vero valore di qualcosa, quanto sia importante per noi, perché siamo abituati alla varietà. Non raggiungiamo un obiettivo, qualunque esso sia? Cambiamo strada, o insistiamo un po’ all’inizio e poi molliamo la presa. Il punto è questo: non ci battiamo più per qualcosa, e forse niente è più davvero così importante rispetto al resto. Ogni cosa è sullo stesso piano delle altre.
Forse, il mondo in cui viviamo non ci dà più la possibilità di conoscere noi stessi al meglio, credere in noi stessi: siamo soprattutto invischiati in un maremoto di relazioni sociali, innovazioni di ogni genere, frenesie, stereotipi…

Non ci sconvolgiamo più, siamo abituati ad accettare le cose così come ci vengono proposte. Non proviamo a mettere sottosopra il mondo. E dovremmo farlo, ogni giorno. Dovremmo animarci per davvero. Con le follie, l’impulsività e la creatività.

Alexandra Romano