I pregiudizi. Sono i pregiudizi che uccidono i rapporti e precludono le occasioni. Oggi soprattutto è così frequente avere un’idea preconcetta di un qualcosa, sia esso un lavoro o una persona, tanto da stabilire se ciò sia buono o meno. Ma perché non impariamo ad astrarci, qualche volta ad ascoltare senza partire da conclusioni premature? È mai possibile che appena vediamo qualcuno nell’immediato gli piazziamo una didascalia accanto? È mai possibile farsi l’idea di come sia fatta una persona senza neanche parlarle o guardarla in faccia?

Forse, dovremmo imparare più a fare esperienza che non a parlare. Imparare a vivere e non a giudicare.

I pregiudizi fanno sì che la nostra vita sia già preconfezionata, senza alcuna possibilità di sperimentazione o tuttalpiù minima. Ma la vita non è questo perché ci offre sempre l’occasione di conoscerla, di capire che è una delle cose più imprevedibili e sorprendenti… possiamo prevedere, ma non dare per certo quello che accadrà nel giro di un’ora o un anno. Possiamo prevedere il tempo atmosferico, ipotizzare che domani un acquazzone porterà con sé anche raffiche di vento mai viste, e possiamo anche dire che tra qualche secolo la nostra specie si estinguerà, ma appartiene tutto al campo delle incertezze. E così siamo anche noi, le persone lo sono: cambiamo in continuazione, per vivere al meglio, per divertirci…

I pregiudizi inibiscono tutto questo. Sono come un freno che rallenta la nostra evoluzione, impedendoci di modificarci per meglio adattarci alle situazioni. Ma soprattutto vanno a danneggiare alcune delle cose più importanti nella nostra vita: le relazioni. Un’idea preconcetta impedisce ad una persona di presentarsi ai nostri occhi in quanto tale, se non per come vogliamo vederlo noi.

I pregiudizi sono un po’ come una maschera, una patina che pian piano inizia ad offuscare la nostra vita.

Alexandra Romano