Capitolo 5

D’un tratto andò via la corrente, misi un giubbotto ed uscii fuori a controllare.
Dopo qualche ora ritornò, ma pochissimo dopo le luci cominciarono a spegnersi ed accendersi velocemente. Il tutto durò qualche minuto. Mi spaventai ed ebbi un brutto presentimento: per un istante percepii il peggio. Mi infilai sotto le lenzuola, ed anche se erano ancora le dieci, mi costrinsi a dormire.
All’improvviso sentii la porta di casa aprirsi. Cominciai a tremare. Era mia madre, allora perché avevo tutta quella trepidazione?

La sentii richiudersi, così decisi di scendere. Aprii con la massima prudenza la porta della mia camera, ed iniziai a scendere a piedi scalzi i primi gradini. Mi nascosi dietro alla ringhiera, ma non riuscii a vedere niente, c’era un silenzio assoluto. Pensai che, forse, fosse stata un’allucinazione, ma continuavo ad avere i brividi. Scesi in salone ed accesi la luce, non trovai nulla di strano, solo un ombrello fuori posto, mi chinai per raccoglierlo quando improvvisamente fui afferrata da dietro. Non riuscii a vedere chi fosse, dato che mi bloccò e mi bendò gli occhi in pochissimo tempo. Rimasi terrorizzata da non riuscire neanche ad urlare. Chiunque fosse incominciò a trascinarmi fuori casa; a giudicare dai passi sembrava un uomo.

«Chi sei?! Lasciami andare! Dove mi stai portando?!», furono le sole parole che uscirono dalla mia bocca con tono elevato e tremolante.
Non ricevetti alcuna risposta.
«Ehi!», continuai urlando. Sentivo che stavo acquisendo forza nella mia voce e nel mio corpo. Mi agitai sempre più, mentre qualcuno mi portava chissà dove ed io non riuscivo a liberarmi.
«Sta’ buona!», sentii la voce rauca e severa di quest’ultimo gridarmi contro.
«Ma chi sei?!», urlai ancora. «Cosa vuoi da me?!».
«Se continui a gridare ti faccio tacere con la violenza!».

Dopo poco più di mezz’ora, giungemmo in un luogo chiuso che non saprei definire, dove sentivo parlare il mio rapitore con un altro uomo.
«È questa la ragazza, giusto?», gli disse il mio rapitore.
«Si, è lei! – rispose l’altro uomo – «Voglio la sua anima!», disse in modo spietato.

[Capitolo 5 – pagine 34/35.]