Forse amare ci spaventa, ci terrorizza più che mai. Forse lasciarsi andare completamente al cuore è una delle cose che ci fa tremare di più. Strana asserzione? Forse, dal momento che ognuno di noi è spesso alla ricerca perenne di qualcuno che ci renda la persona più felice al mondo, che faccia di noi un nuovo universo: il suo, quello in cui abitare. Ancora un altro forse, poiché sin da piccoli ci inculcano nella testa una forma di amore quasi mitizzata, immaginaria… basti pensare alle tante favole, ai tanti film, ai tanti libri e molto altro ancora che ha fatto dell’amore la sua più grande fonte di ispirazione. O meglio, l’amore forse è un po’ ciò da cui parte la nostra ispirazione alla vita, sì, perché quando quel qualcuno entra a far parte nella nostra vita è come se in noi si ricolorasse tutto, in maniera ancor più vivida.

Ma perché amare ci fa paura, se rappresenta un po’ il nostro superamento del limite, il nostro mondo magico? Se amare significa per noi un qualcosa che ci solleva in alto, ci fa elevare oltre il paradiso allora perché siamo spesso prevenuti?

Abbiamo tanta paura perché amare è l’unica cosa che non ci insegnano a fare e impariamo con qualche errore qua e là; impariamo a spese della nostra pelle, della nostra mente e dei nostri organi; impariamo attraverso i segnali emanati dal nostro corpo, dalla nostra mente… impariamo facendoci male, piangendo, sorridendo, emozionandoci. Eppure, anche se al primo impatto può capitare di non accorgersene o girare più volte lo sguardo dall’altra parte, prima o poi, arriverà un momento. Non si potrà scappare più e si dovranno fare i conti con sensazioni, emozioni, pensieri, paure… eppure, anche se non vogliamo, anche se non possiamo, la vita ci dà segnali in ogni modo. Segnali che se ignorati diventeranno sempre più intensi, fino ad arrivare ad un punto che non si potranno ignorare più. Perché l’amore, quando nasce, è universale, onnipotente… diventa inevitabile.

Alexandra Romano