Ero su quel ponte l’anno scorso, ci sono passata per andare a Sanremo… ho avuto una piccola tensione in quel momento, che si è attenuata solo una volta superato. Ammetto che non mi sono mai sentita così tanto a mio agio all’idea di essere sospesa nel vuoto e, non per essere pesante, ma diciamocelo la vita è imprevedibile e a chiunque sarebbe potuto succedere. A volte però si cerca di superare le proprie paure, affrontarle per raggiungere uno scopo, e forse è anche quello che ha fatto qualcuno martedì. Ma questa volta, la paura ha avuto la meglio e purtroppo non era infondata (come del resto, non lo sono nella maggioranza dei casi).
Spesso pensiamo, ed è l’unica soluzione per cercare di “vivere sereni”, che una determinata cosa non accade a noi, o meglio, in quel momento non pensiamo neanche lentamente possa capitarci. Eppure, ogni tanto succede.

Penso a chi si è guardato negli occhi per l’ultima volta in cerca di una speranza quasi impossibile, a chi ha guardato per l’ultima volta una persona che magari non era la più importante della sua vita e a chi ha visto tutto senza nessuno accanto. A chi varcava quel maledetto ponte per inseguire un sogno, un amore o un lavoro. Per un viaggio, per una vacanza ottenuta dopo un anno di sacrifici e lavoro. Penso anche a chi l’ha scampata per un pelo, a chi si è visto crollare il mondo davanti e salvarsi, a chi resterà traumatizzato. A chi non ne è uscito vivo e semplicemente si trovava a passare per tornare a casa o per fare un giro. A chi aveva solo qualche anno di vita e ha visto la morte in faccia, troppo presto, ha vissuto uno dei terrori peggiori (non solo a quell’età).
Immagino gli occhi, il cuore a mille, l’immensa incredulità che fosse solo un incubo e invece no! La più brutta delle fini che si possano fare…

Vorrei scrivere di più in merito a queste tragedie, ma credo che mari e mari di parole sarebbero quasi inutili di fronte a tanto. Purtroppo, oggigiorno sta succedendo ciò che una volta reputavamo quasi impossibile… è il mondo, l’uomo fa sempre più paura. Si è sempre più persi nel lucro, nella vanità, nell’apparenza e soprattutto nella superficialità.
Com’è possibile che l’importanza della vita venga talvolta così sgretolata? Com’è possibile che ciò di più prezioso che abbiamo, il nostro più grande dono venga dato via in questo modo, senza peccato? Com’è possibile che in un giorno nel mondo succedono mari di disastri, eppure, continuiamo a non fare niente? Apriamo solo ogni tanto gli occhi, quando qualcuno ci rimette la propria vita, e lo stesso non facciamo niente per evitarne altri! Persone morte così, accartocciate in un auto, come degli oggetti!

E’ un disastro che si sarebbe potuto evitare se ci fosse stata più accortezza, manutenzione, una parola che dovrebbe essere tra quelle d’ordine. Si riempiranno i telegiornali come per ogni altra tragedia, e poi calerà di nuovo il silenzio e l’indifferenza. Abbiamo la cattiva abitudine di rimandare, dare priorità magari a cose futili che hanno poco a che vedere con il rischio, che potrebbero attendere. Le istituzioni devono fare qualcosa, chiunque può farlo, ma basta! Dobbiamo smetterla di svegliarci solo quando muore qualcuno. Quanta gente deve ancora pagare per gli errori di altri?
Questo articolo non è riferito solo a Genova, ma è anche in nome di tutte le tragedie successe e che potrebbero ancora verificarsi se non ci muoviamo. Cerchiamo di cambiare, di provare ad intervenire ma per davvero, una volta per tutte PRIMA e non dopo.

Alexandra Romano