Le nostre origini: un piccolo assaggio di come siamo fatti

All’inizio della nostra vita, siamo molto propensi a condividere, a voler fare le cose insieme, e non è una caratterista che in età adulta scompare del tutto. Studi scientifici dimostrano quanto l’uomo sia un animale sociale, nato per comunicare: se provassimo a vivere in uno stato di isolamento, soprattutto nei primi anni di vita, resisteremmo a stento. La corroborazione intersoggettiva, l’avere conferma da altri individui in merito alla nostra esistenza, è una cosa importantissima. Ma anche riuscire a costruire intorno a sé una storia, perché fondamentalmente siamo ciò che raccontiamo di noi: per questo, dovremmo scegliere degli ottimi ingredienti per creare la narrazione di noi stessi. E’ questo e nient’altro a determinare la nostra immortalità o meno.

Ancora non basta però, perché l’uomo ha enormi potenzialità, che esistono soprattutto grazie al cervello di cui è dotato. Le cosiddette subordinate ipotetiche, ovvero, delle soluzioni alternative che vede in ogni situazione poiché il suo cervello non è mai fermo solo all’hic et nunc. Ed è da qui che forse parte il nostro dovere a scegliere, il nostro diritto. Purtroppo però, nella scelta, spesso siamo soli. La vita umana non è tutta rose e fiori, fatta di affetto e abbracci, oggigiorno soprattutto. Si parla perfino di terrorismo, omicidi: l’uccisione di noi stessi!
Ma non discostiamoci dall’argomento: ci saranno momenti della nostra vita in cui avremo tante persone accanto, e altri in cui ci sentiremo un po’ più soli.

LA MIA RIFLESSIONE

Alla fine impari, impari a vedertela da sola, a non contare più su nessuno, per delusione o per altro, perché così deve essere. Perché in fondo, è importante sapersela vedere per sé. Perché le persone scompaiono, si modificano, arrivano, vanno, vengono, oppure cercano di restare ma siamo noi a farle andare via… e intanto siamo qui, noi stessi, gli unici artefici del nostro destino. Che grande responsabilità eh? Forse la più grande che possiamo mai avere durante tutta la nostra vita, essere autori del nostro star male o del nostro sta bene, di una felicità mancata o di una lacrima in meno.

Alla fine impari a non chiedere più aiuto, a prendere delle decisioni, autonomamente. Forse giuste, forse sbagliate, ma intanto le prendi. Tutti, costantemente, durante la nostra vita siamo costretti a scegliere. Un altro aspetto importante e difficile dell’uomo: non nasciamo eterocostretti, eppure, dobbiamo autocostringerci.
Parliamo tanto di legittimità, libertà, quando poi tutto questo, alle volte non esiste. Non siamo liberi, per il semplice fatto che non possiamo scegliere di “non scegliere”, essere neutrali: in un modo o nell’altro, dovremo sempre prendere una decisione con il rispettivo carico di responsabilità.
Qualunque cosa accada, che sia la più bella o la più brutta, per quanto possono consigliarci, siamo sempre noi. Noi e nessun altro. Ed è importante imparare a scegliere, perché è forse l’unica vera libertà che abbiamo.

Sarebbe bello se con noi ci fosse qualcuno in ogni momento, anche il più difficile, che ci aiuti a farlo. Invece non sempre accade, perché la vita va così. Anche la persona che più vorrebbe starci vicino, noi stessi, può capitare che non può esserci.
E comunque sia, siamo sempre noi ad agire, siamo sempre noi a decidere… ed è da tante scelte che impariamo sempre di più a “vivere”.

Forse è per questo che quando abbiamo capito tante cose, il nostro ciclo è giunto al termine. Perché la vita è un’esperienza meravigliosa, irripetibile e non va sprecata.

Alexandra Romano