Nella vita ho imparato, sulla base delle esperienze, che esistono diversi tipi di persone. La prima cosa però, è che ho capito che non bisogna mai giudicare, in quanto, non godiamo di una posizione privilegiata o superiore agli altri: siamo fatti della stessa pasta. Credo possa farlo qualcuno che vive lassù, e ci osserva di giorno in giorno. In seguito, sono arrivata a classificarle, ipoteticamente, in due grandi macro categorie.

Ci sono quelle persone che restano in disparte, che parlano poco e intervengono solo quando hanno una forte idea alle spalle. Quelle persone che amano silenziosamente, introverse, che si esprimono poco. Tanto timide da non riuscire a parlare con qualcuno di un problema, o farsi avanti con chi piace loro. Però è ancora più bello quando una persona del genere comincia a confidarsi con noi, a condividere con noi le sue paure, il suo tempo. Ci fa sentire davvero speciali.
E poi ci sono i cosiddetti “protagonisti”, con le idee “radicate da secoli”, la cui parola è ancora più sicura dell’evidenza. Le persone contro cui non si può dissentire perché difficilmente ammetteranno di sbagliare. Parlano tanto, fanno poco e giudicano all’infinito.

Ed è triste come cosa, perché secondo me bisogna ammettere i propri sbagli, o meglio, affermare le proprie convinzioni senza sotterrare quelle degli altri. Perché tutti dobbiamo poterci esprimere, ad un livello reciproco.
Ogni tanto mi capita di avere delle certezze, ma cerco sempre di partire da prove empiriche, dati. Non mi si fraintenda, ma, e credo debba essere così, che per poter affermare pienamente una qualunque cosa, bisogna avere delle fondamenta alla base. In questo modo, potremmo dire a chi ci dice “non è vero”, “non è così”… che le nostre non sono solo parole, o convinzioni effimere.

Un po’ come giudicare senza sapere, e anche se sappiamo, nel caso di una persona, non sarà mai abbastanza per poter esprimere la nostra opinione. Ogni persona, ogni vita è diversa dall’altra e proprio per questo non si può giudicare. O meglio, non si dovrebbe. Non sappiamo perché a partire da una nostra azione, s’innesca una reazione in un’altra persona; non sappiamo perché una persona agisce in un determinato modo; non sappiamo perché una persona Vive in un determinato modo. Al massimo possiamo esprimere un pensiero, un’idea, magari basandoci su come questa persona ha vissuto con noi, in un arco di tempo. Per il resto, credo sia sbagliato.

Giudicare fa male

Secondo me, e forse posso affermarlo senza presunzione, giudicare, è sbagliato a prescindere. Noi non viviamo per far commentare agli altri ciò che facciamo, ciò che pensiamo, le nostre situazioni. E forse, i deboli sono proprio loro. E’ così brutto giudicare, se pensiamo che ogni situazione che vivono gli altri potremmo viverla noi, in quanto appartenenti alla stessa specie. Insomma, parlino pure, quanto vogliono, ma una cosa è parlare e una cosa è vivere. Le parole degli altri non devono influenzarci, non devono spingerci a fare una cosa piuttosto che un’altra. Spesso, si vive condizionati dalle conseguenze, dai giudizi, e non è così che deve andare. Perché si finisce per vivere una vita che non è la nostra. Viviamo e basta, facciamolo in questo preciso istante, e già vedremo come una parte di quell’ansia che tanto ci affligge, diventerà più leggera.

Alexandra Romano