E se la mattina ci svegliassimo e gettassimo la maschera, “indossando” chi siamo veramente? Già, se eliminassimo quel fottuto specchio che ci consente di truccare ciò che siamo, ciò che magari di più bello abbiamo: i nostri difetti. Anche quelli arricchiscono i nostri lati migliori.
Un po’ come due metà che insieme formano il tutto. Un po’ come un fiore, una rosa, a cui non rinunceremmo per il costo del spine.

E anche noi siamo fatti di “rose” e di “spine”, e senza le nostre imperfezioni tutto diventerebbe monotono: non ci sarebbe più il bisogno di sperimentare, provare, migliorare.

Se la mattina ci svegliassimo e pensassimo a migliorare qualcosa di noi, ad essere noi stessi, piuttosto che arricchire quella maschera che non ci consente di vivere, ma apparire.
Anziché togliere le spine, dovremmo cercare di trovare una sorta di armonia con esse.
Sarebbe bello se saltassimo direttamente a ciò che faremo una volta fuori casa, comportandoci nella naturalezza più assoluta.

Siamo diventati la maschera che indossiamo

Abbiamo perso il coraggio di guardarci negli occhi, o se lo facciamo, lo facciamo con un qualche filtro. Non riusciamo per un attimo a discostarci dal ruolo che ci hanno assegnato, che ci Siamo assegnati: è come se la cosa ci intimorisse. Quando conosciamo qualcuno indossiamo, tra le tante, magari la maschera più bella che abbiamo. Nulla di più.
Ma non siamo noi.

Gli incontri, nel mondo “ultra tecnologico”, hanno finito per disintegrarsi della loro importanza: più che avvicinarci, ci allontanano. Non sarà capitato a pochi di aver cambiato il giudizio o le intenzioni con una persona, dopo averla incontrata “al buio”.
A volte, preferiamo rimanere al “rapporto online”, per evitare di restare “delusi” dalle nostre aspettative. Oppure troviamo nuovi motivi per erigere altre barriere tra di noi.
Insomma, l’essere umano è nato per complicarsi la vita: se non è continuamente in bilico tra i se e i ma, non riesce ad alimentare il suo cervello. E lo dimostrano anni e anni di ricerca scientifica.

Parlare è bellissimo, il linguaggio è forse uno dei doni più grandi che abbiamo ricevuto. Personalmente, non potrei vivere senza una chiacchierata o una parola spiaccicata su un foglio.
Non sprechiamo così ciò che dovrebbe essere un privilegio.

Alexandra Romano