Capitolo 8  –  Un tramonto speciale

«Ehi, ho trovato un posticino carino».
«Dove?».
«Laggiù», indicò la fine della spiaggia alla nostra sinistra, dove vi era qualche scoglio impiantato in maniera casuale, ma che sembrava fatto di proposito dalla natura, perché attribuiva alla spiaggia un certo sfarzo. Inimitabile. Dopo una passeggiata, ci sedemmo lì.

«Il tramonto. Lo voglio guardare con te», mi sussurrò soavemente.
Gli sorrisi, ed intanto mi ricordai che avevo ancora una “missione” da svolgere: dargli i soldi ma non sapevo come cacciare fuori l’argomento. In un momento così bello… Decisi di rimandare a dopo.

«Una sera di queste suonerò con un gruppo, si chiama“Extreme Rock”, ti andrebbe di venire?».
«Beh… non so, ti farò sapere».
«Tu cosa? Tu proprio niente, tu vieni». Non avevo altra scelta: dovevo. Dovevo e volevo. Però avrei dovuto escogitare un piccolo piano per il rientro. «E magari se riesco, ti farò cantare qualcosa».
«Oh guarda… il sole sta per tramontare», cambiai argomento.
«Vieni. Avvicinati», mi avvicinai.

Appoggiò delicatamente la mia testa sul suo petto. «Voglio che tu senta il mio cuore». E cominciò ad accarezzarmi. Ero in un momento di intenso piacere, di intensa dolcezza. Via via, stava diventando qualcosa di molto forte.
«Sai… molte volte mi fermo a guardare il mare, da solo, e penso ad un sacco di cose, ad esempio che ho sempre desiderato guardarlo con qualcuno. E non mi sarei mai aspettato di guardarlo con qualcuno di così interessante. Non sapevo quanto fosse bello. Con te».

Arrossii. «È bello perché ci sei tu», mi accoccolai su di lui.
«Dai tesoro… non sono io lo schianto che attualmente si ritrova avvolto dalle braccia di un comune essere umano», d’accordo, stavo per collassare. Non riuscivo quasi a parlare. «Hai qualcosa di speciale, che ancora non sono riuscito a capire… – esitò – Ma che dico: tu sei speciale!».
«Grazie. – dissi compiaciuta – Sei un ragazzo stupendo».

Mi girò lentamente il viso verso il suo, e mi guardò negli occhi. «Sai che hai degli occhi bellissimi?», mi guardò intensamente.
«Anche tu. I tuoi sono… meravigliosi», poi continuammo a fissarci in silenzio. I suoi occhi andavano dai miei alle mie labbra. Pian piano cominciò ad accarezzarmi.
«A che ora devi rientrare?».
«Quando voglio», risposi rilassata.
«Mm…», disse sensualmente.

Continuò a fissarmi avvicinandosi alle mie labbra lentamente, sentivo il suo calore sempre più vicino, il suo respiro. Sfiorò soavemente le sue labbra con le mie, e cominciò a divorarmi in un bacio passionale, tanto da farmi venire i brividi peggio di prima. «Lo sai che mi fai impazzire?» mi sussurrò; poi continuò a baciarmi fervidamente, provocando in me una forte dose di endorfine. Sentivo tutta la sua sicurezza quando mi baciava; quando stavo con lui tutto spariva: pensieri, idee, impegni… qualunque cosa al di fuori di lui.

[La verità sulle origini di Saylor Green ~ capitolo 9]